Malattie pre-esistenti

Le persone che soffrono di malattie croniche devono richiedere il parere del medico prima di pianificare un viaggio. Qualsiasi viaggiatore con una malattia cronica deve portare con sé tutti i farmaci e la strumentazione medica necessaria per il viaggio per l’intera durata del viaggio. Le condizioni che aumentano i rischi per la salute durante il viaggio includono:

  • Malattie cardiovascolari
  • Epatiti croniche
  • Malattie infiammatorie del tratto gastro-intestinale
  • Malattie renali croniche che richiedono la dialisi
  • Malattie respiratorie croniche
  • Diabete mellito
  • Epilessia
  • Immunosoppressione dovuta a medicamenti o a infezioni da HIV
  • Malattia trombo-embolica pregressa
  • Severa anemia
  • Disordini mentali severi
  • Qualsiasi condizione cronica che richiede un intervento frequente

Il cardiopatico in viaggio

Le cardiopatie lievi-moderate non rappresentano delle controindicazioni ai viaggi. L’unica cosa veramente importante che si raccomanda è di portare con sé la documentazione della propria malattia. In particolare ad esempio se si è portatori di pace-maker si consiglia di portare con sé la documentazione delle caratteristiche del dispositivo. Rappresentano invece delle controindicazioni, ma soprattutto ai viaggi aerei, le seguenti condizioni patologiche:

  • Infarto del miocardio nelle 6 settimane precedenti il viaggio
  • Scompenso cardiaco congestizio grave
  • Angina instabile o gravi aritmie
  • Insufficienza cardiaca congestizia mal compensata con bassa pressione parziale dell’ossigeno (p02)
  • Trombosi venosa profonda nel corso delle ultime 4 settimane
  • Tromboflebite grave
  • Ipertensione grave non controllata farmacologicamente

Se si è affetti da una di queste patologie si sconsiglia di intraprendere viaggi in zone remote che potrebbero mettere in pericolo la vita di coloro che ne sono affetti; se strettamente necessario si raccomanda di consultare il proprio medico per un’attenta valutazione e per conoscere tutti i rischi del caso.

L’immunodepresso in viaggio

Il soggetto immunodepresso, ovvero dotato di un sistema di difese immunitarie deficitario, si trova in una condizione di maggior rischio di contrarre infezioni e di andare incontro quindi a malattie infettive più eclatanti e con decorso più complesso. Questa categoria di viaggiatori, rappresentati da soggetti affetti da malattie ematologiche come leucemie e linfomi; immunodeficienze congenite o acquisite; pazienti sottoposti a trattamenti prolungati con cortisonici per asma o a seguito di malattie autoimmuni; malati neoplastici sottoposti a chemioterapie, trapiantati trattati con terapie immunodepressive, possono non avere una risposta immunitaria valida alla somministrazione di vaccini e quindi devono essere considerati non adeguatamente protetti. Gli immunodepressi inoltre possono ricevere vaccini ottenuti da microorganismi uccisi, da anatossine, da ingegneria genetica, da costituenti dei batteri o virus o immunoglobuline. Non dovrebbero invece ricevere vaccini contenenti organismi vivi attenuati come ad esempio la febbre gialla, salvo situazioni di estrema necessità che richiedono un’attenta valutazione medica.

Il diabetico

Il diabete non complicato non rappresenta una controindicazione ai viaggi. Nel diabete insulino- dipendente, la necessità di insulina potrebbe variare durante il viaggio in conseguenza del fuso orario, che va aggiustato dopo aver superato i sei fusi orari. Ad esempio per i viaggi verso est vi è una riduzione della giornata e quindi di conseguenza potrebbe essere opportuno ridurre la dose di insulina al mattino; al contrario nei viaggi verso ovest, dove vi è un allungamento della giornata, andrebbe valutata una dose aggiuntiva di insulina. Bisogna inoltre portare con sé tutto il materiale necessario per la terapia, quindi insulina, siringhe, lancette e strisce, glucometro con batterie di scorta, vari medicinali, compreso eventualmente un kit di emergenza, prescrizione di insulina in lingua inglese o francese possibilmente, provviste di carboidrati come merendine , cracker in caso di ipoglicemia e documenti di identificazione della malattia.

Dialisi

In passato la dialisi significava incapacità di spostamento, quindi niente vacanze o viaggi, ma per fortuna oggi le cose non stanno più così. Lo scopo della dialisi non è solo quello di allungare la vita ma anche di migliorare la qualità di vita dei pazienti: questo significa che l’efficacia della terapia si misura anche con la possibilità di svolgere una vita pressoché normale, quindi anche potere viaggiare e fare vacanze. All’80% dei pazienti viene praticata la dialisi per tre volte a settimana, con una durata di circa quattro ore per ogni seduta. La vita di un dializzato è quindi attaccata ad una macchina con un ritmo preciso e ciò rende quindi difficile pianificare una vacanza. Tuttavia oggi esistono nuove possibilità grazie ai Centri Dialisi per vacanze per lo più privati, convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, che sono gestiti da equipe di medici esperti e che sono distribuiti in tutta la penisola. La dialisi va prenotata per tempo e l’arrivo dei pazienti deve essere preceduto da una documentazione adeguata. Anche la dialisi peritoneale può essere praticata prenotando in anticipo e spedendo per tempo il materiale utile per gli scambi.

Viaggiatori con alterata funzionalità renale

In questi pazienti ci potrebbe essere la necessità di ridurre lo schema posologico di alcuni farmaci, tra cui alcuni antimalarici molto utilizzati come il proguanil. Si consiglia quindi, prima di iniziare la terapia con un farmaco di nuova assunzione, di recarsi in un centro di medicina dei viaggi e consultare uno specialista in medicina dei viaggi. Nessuna variazione per le vaccinazioni da effettuare, nel senso che non ci sono particolari controindicazione per questa categorie di viaggiatori.

Viaggiatori con alterata funzionalità epatica

Molti farmaci, anche in soggetti in buona salute, provocano dei danni al fegato a seconda delle dosi assunte. In pazienti con funzionalità epatica ridotta o alterata, possono essere tossici anche a dosi più basse che in pazienti con funzionalità epatica normale. Alcuni antimalarici potrebbero essere quindi controindicati in queste particolari circostanze e per tale motivo si consiglia quindi di consultare sempre uno specialista in medicina dei viaggi per ricevere di volta in volta la terapia più efficace e senza effetti dannosi per il fegato già compromesso.